6 agosto 2017

Così fan tutte (25) - "Per pietà, ben mio, perdona"

Scritto da Christian

Ben più tormentata della sorella, Fiordiligi intima al corteggiatore straniero di lasciarla da sola. Ma nell'istante stesso in cui Ferrando ubbidisce e l'abbandona, la ragazza già sembra cambiare idea e ha la tentazione di richiamarlo a sé ("Ei parte... Senti... Ah no! Partir si lasci"). Nel recitativo accompagnato che precede la sua aria, Fiordiligi esprime tutto il contrasto che sente dentro di sé. Si rende conto di essere attratta dal nobile albanese, ma a differenza di Dorabella vede questo come una colpa: "Io ardo e l'ardor mio non è più effetto d'un amor virtuoso; è smania, affanno, rimorso, pentimento, leggerezza, perfidia e tradimento!". E sempre a differenza della sorella, il suo pensiero corre subito al suo amato lontano, a Guglielmo, per rivolgergli un grido di pietà e di dolore.

Questo sublime brano, di "nobile bellezza" (ma Mozart, con la consueta ironia, dà ampio spazio ai corni nell'accompanamento musicale: secondo molti critici è un velato accenno sulla natura di "cornuto" del povero Guglielmo, a cui Fiordiligi si sta rivolgendo), introduce fra l'altro nell'opera il tema del perdono, che sarà ripreso nel finale (e che rievoca ovviamente "Le nozze di Figaro"). Fiordiligi ci appare qui come la vera eroina seria dell'opera, l'ultimo baluardo ("come scoglio!") contro l'assunto di Don Alfonso a proposito dell'infedeltà femminile ("Così fan tutte").

Da Ponte era un gran cinico, come le sue «Memorie» dimostrano, e non vi è dubbio che nei suoi intendimenti «Così fan tutte o sia La scuola degli amanti» dovesse essere un monumento al cinismo, come il titolo completo dell'opera lascia capire con il riferimento alla «Scuola degli Amanti». Mozart, però, aveva eliminato una gran parte degli aspetti cinici. Come abbiamo visto, nelle due opere precedenti, due dei pilastri su cui è costruita la musica sono l'amore ed il perdono, l'amore più profondo ed il più profondo perdono di cui l'essere umano è capace. Ritengo che «Così fan tutte» sia il massimo esempio di quanto Mozart amasse il perdono perché, nella più musicalmente perfetta delle sue opere, vi è grande spazio per il perdono, e conseguentemente il più forte desiderio di amore sincero.
(H.C. Robbins Landon)
Clicca qui per il testo del recitativo che precede il brano ("Ei parte").

FIORDILIGI
(sola)
Ei parte... Senti... Ah no! Partir si lasci,
Si tolga ai sguardi miei l'infausto oggetto
Della mia debolezza. A qual cimento
Il barbaro mi pose! Un premio è questo
Ben dovuto a mie colpe!
In tale istante
Dovea di nuovo amante
I sospiri ascoltar? L'altrui querele
Dovea volger in gioco? Ah, questo core
A ragione condanni, o giusto amore!
Io ardo e l'ardor mio non è più effetto
D'un amor virtuoso; è smania, affanno,
Rimorso, pentimento,
Leggerezza, perfidia e tradimento!

Clicca qui per il testo di "Per pietà, ben mio, perdona".

FIORDILIGI
Per pietà, ben mio, perdona
All'error d'un'alma amante;
Fra quest'ombre e queste piante
Sempre ascoso, oh Dio, sarà.
Svenerà quest'empia voglia
L'ardir mio, la mia costanza,
Perderà la rimembranza
Che vergogna e orror mi fa.
A chi mai mancò di fede
Questo vano ingrato cor?
Si dovea miglior mercede,
Caro bene, al tuo candor!




Daniela Dessì (Fiordiligi)
dir: Riccardo Muti (1989)


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